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Terra
d’incontro di due grandi massicci forestali
dal nome evocatore: Les Maures e l'Estérel.
Basta passare l’Argens per arrivare ai primi
contrafforti dei Maures e a quelli del
Estérel.
Scoprirli,
è come partire in una macchina da risalire
il tempo, poiché questi massicci sono sorti
da moltissimo tempo. Il tempo, la storia e
gli uomini hanno lavorato questi spazi
meravigliosi veri di natura.
In
vacanza al Muy, non si può resistere
all'invito di andare a scoprire questi
ultimi
due gioielli della Costa Azzurra poiché vi
offrono i loro tre colori per il solo
piacere degli occhi e della mente
- L'amaranto
rosso delle loro rocce
- Il verde smeraldo della loro vegetazione
- Lo zaffiro blu del mare e del cielo senza
nuvole
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L'Estérel
fa una trentina di chilometri di
lunghezza e si estende tra le
"Gorges de l'Endre" e "Mandelieu".
L'immagine
che ci offre oggi è il risultato di
milioni di anni di intensa attività
vulcanica.
E
una terra ingrata ed inospitale,
quasi incolta, il suo nome viene
certamente da quello : "Estérel in
latino = terra sterile".
Preferisco la leggenda, che parla di
una fata Estelle che gli avrebbe
dato il suo nome. Anche i Romani
restarono molto delusi
dinanzi a questo
massiccio ; per collegare Fréjus (all'epoca
prefettura dell'impero),
la via Aurélia che veniva da Roma, si divideva in
due ai piedi di quest'ultimo.
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Il
massiccio dei Maures va dall' Ovest
all’ Est, che si stende su tre
livelli paralleli, è separato da
burroni profondi stretti dove cola
anche in estate una rete fine d'acqua
che rende questi luoghi magici.
Questo
nome non è l'eredità delle
invasioni barbaresche come si crede
spesso. Ma più semplicemente viene
dal nome provenzale Maoro (che
significa scuro, oscuro) poiché
infatti i Mori sono una foresta
fitta di querce-sughero predominata
da castagni maestosi.
L'Estérel
e les Maures sono un invito alla
passeggiata e offrono molti
sentieri pedestri. |
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